La UNI ISO 15259:2025 riguarda uno degli aspetti più importanti, e talvolta sottovalutati, nel controllo delle emissioni da sorgente fissa: creare le condizioni affinché la misurazione sia realmente rappresentativa.
Un laboratorio può utilizzare strumentazione adeguata e un metodo analitico corretto, ma se la sezione di misura è collocata in un punto caratterizzato da flussi fortemente disturbati oppure il processo non si trova nelle condizioni operative previste, il dato ottenuto può non rappresentare correttamente l’emissione dell’impianto.
La norma UNI ISO 15259:2025, entrata in vigore in Italia il 27 marzo 2025, disciplina proprio i requisiti delle sezioni e dei siti di misurazione, nonché la definizione dell’obiettivo, del piano e del rapporto delle misurazioni delle emissioni.
Che cos’è la UNI ISO 15259:2025?
La UNI ISO 15259:2025 è la versione nazionale della ISO 15259 dedicata alla misurazione delle emissioni da sorgente fissa.
La norma specifica requisiti relativi a due grandi aree.
La prima riguarda sezioni e siti di misurazione, cioè le caratteristiche del tratto di condotto e delle posizioni dalle quali vengono effettuate le misure.
La seconda riguarda il processo di misurazione nel suo complesso: definizione dell’obiettivo, elaborazione del piano e contenuto del rapporto finale.
Si applica alle misurazioni periodiche eseguite attraverso metodi di riferimento manuali o automatizzati e definisce principi generali utilizzabili per differenti tipologie di impianto e diversi obiettivi di controllo.
In sintesi, la UNI ISO 15259:2025 stabilisce i principi per ottenere misurazioni rappresentative delle emissioni da sorgente fissa. Prima del campionamento devono essere valutati posizione e caratteristiche della sezione di misura, condizioni del flusso, obiettivo del controllo, stato operativo dell’impianto e pianificazione della campagna. Un punto di prelievo non idoneo può compromettere la rappresentatività del risultato.
La UNI ISO 15259:2025 sostituisce la UNI EN 15259:2008?
Non è corretto, allo stato attuale, presentarla semplicemente come una sostituzione della UNI EN 15259:2008. Il catalogo UNI indica infatti sia la UNI ISO 15259:2025, entrata in vigore il 27 marzo 2025, sia la UNI EN 15259:2008 come norme attualmente in vigore.
Le due norme trattano un ambito sostanzialmente analogo: requisiti dei siti e delle sezioni di misura, obiettivi, pianificazione e rapporto. È quindi importante verificare quale riferimento sia richiamato dall’autorizzazione, dalla normativa applicabile, dalle indicazioni dell’autorità competente o dal metodo specifico utilizzato.
Perché la sezione di misura è così importante?
Una misurazione delle emissioni può essere attendibile solo se il campione prelevato è realmente rappresentativo del flusso gassoso che attraversa il condotto. Per questo la UNI ISO 15259:2025 pone particolare attenzione alle caratteristiche della sezione di misura e alle condizioni nelle quali viene eseguito il campionamento.
Non è quindi sufficiente disporre di un semplice punto di accesso al camino. Devono essere valutati aspetti come geometria e dimensioni del condotto, disponibilità di tratti rettilinei, posizione dei bocchelli di prelievo, presenza di perturbazioni del flusso e condizioni operative dell’impianto. Una configurazione non adeguata può infatti compromettere la rappresentatività del campione e, di conseguenza, la qualità del risultato analitico.
Proprio per tradurre questi requisiti in indicazioni operative, Chimicambiente ha predisposto un documento tecnico dedicato ai tronchetti di prelievo per emissioni gassose convogliate, nel quale vengono approfonditi i principali criteri da considerare nella predisposizione dei punti di campionamento.
Approfondimento tecnico: Tronchetti di prelievo per emissioni gassose convogliate
Come deve essere scelto il punto di campionamento?
Il punto deve essere individuato in una sezione nella quale il flusso presenti condizioni sufficientemente stabili da consentire una misurazione rappresentativa.
In termini pratici, significa evitare per quanto possibile zone immediatamente successive o precedenti a elementi che perturbano il flusso.
La valutazione non riguarda però soltanto la distanza da una curva. Occorre considerare:
- geometria e dimensioni del condotto;
- distribuzione della velocità;
- direzione del flusso;
- presenza di perturbazioni;
- accessibilità dei diversi punti della sezione;
- possibilità di introdurre correttamente le sonde di campionamento.
Questo è particolarmente importante nelle misurazioni che richiedono il campionamento su più punti della sezione o condizioni specifiche di isocineticità.
Cosa significa ottenere un campione rappresentativo?
Un campione è rappresentativo quando descrive, entro i limiti del metodo utilizzato, le caratteristiche dell’intero flusso che si vuole valutare. La concentrazione di polveri, gas o microinquinanti non è necessariamente uniforme in ogni punto del condotto. Per questo la strategia di campionamento deve essere coerente con la distribuzione del flusso e con il metodo applicabile all’inquinante ricercato.
La UNI ISO 15259:2025 specifica procedure per il prelievo di campioni rappresentativi nei condotti dei gas di scarico e considera questo elemento una parte integrante della qualità della misurazione.
Di conseguenza, la rappresentatività non può essere verificata soltanto a posteriori osservando il risultato analitico.
Nelle misurazioni delle emissioni, l’obiettivo non è un’informazione accessoria: determina come deve essere progettato il campionamento. Verificare il rispetto di un limite autorizzativo, controllare l’efficienza di un sistema di abbattimento o caratterizzare un processo significa infatti rispondere a domande tecniche differenti, che possono richiedere condizioni operative, durata delle prove e strategie di prelievo diverse.
La UNI ISO 15259:2025 prevede che l’obiettivo della misurazione sia definito dal cliente e identificato, insieme ai requisiti regolatori applicabili, già nella fase iniziale della pianificazione. Quando la misura è effettuata a fini normativi, devono inoltre essere considerate le indicazioni dell’autorità competente.
Definire con precisione cosa si vuole dimostrare o verificare permette quindi di costruire un piano di misura coerente: dalla scelta dei metodi e dei parametri da determinare fino alle condizioni di esercizio dell’impianto e alla rappresentatività del campionamento.
Quali condizioni dell’impianto devono essere considerate durante il controllo?
La rappresentatività della misura dipende anche dalle condizioni in cui l’impianto sta operando nel momento del campionamento. Il dato ottenuto deve infatti essere riferibile alla situazione produttiva che si intende verificare e alle eventuali condizioni previste dall’autorizzazione.
Prima e durante la prova è quindi necessario considerare elementi come carico produttivo, materie prime impiegate, portate, temperature e funzionamento dei sistemi di abbattimento, oltre ad altre variabili di processo che possono modificare il profilo emissivo.
Una misurazione effettuata durante una fase anomala o poco rappresentativa del normale esercizio rischia di produrre un dato difficilmente utilizzabile per valutare correttamente le prestazioni dell’impianto. Per questo le condizioni operative devono essere definite e condivise tra azienda e laboratorio già nella pianificazione della campagna.
Cosa deve contenere il piano di misurazione?
Il piano di misurazione collega obiettivo del controllo, caratteristiche dell’impianto e modalità operative della prova.
Deve definire quali parametri saranno determinati, dove verranno effettuati i prelievi, quali metodi saranno utilizzati, in quali condizioni dovrà operare l’impianto e quale strategia di campionamento sarà adottata.
La pianificazione serve inoltre a verificare preventivamente la fattibilità della misura: accessibilità dei bocchelli, dimensioni delle aperture, spazi disponibili per le sonde, alimentazione elettrica, movimentazione della strumentazione e condizioni della postazione di lavoro.
Questa verifica preliminare non è quindi separata dall’attività analitica. È ciò che permette di arrivare alla campagna di misura con condizioni compatibili con il metodo e con l’obiettivo del controllo.
La UNI ISO 15259:2025 disciplina anche la sicurezza delle piattaforme?
La UNI ISO 15259:2025 definisce i requisiti del sito e della sezione di misurazione, ma non disciplina direttamente la progettazione strutturale di camini e piattaforme né gli aspetti generali relativi alla sicurezza del personale.
Questo limite del campo di applicazione non riduce però l’importanza della sicurezza della postazione. Accessibilità, stabilità, spazio operativo e possibilità di utilizzare correttamente la strumentazione sono condizioni indispensabili per eseguire il campionamento.
Un punto di misura può quindi essere tecnicamente corretto dal punto di vista della posizione sul condotto, ma risultare comunque inutilizzabile se non consente ai tecnici di lavorare nelle condizioni previste dalle disposizioni di sicurezza applicabili.
Cosa dovrebbe verificare un’azienda prima dell’arrivo del laboratorio?
Una verifica preliminare consente di individuare prima della campagna molte delle criticità che potrebbero compromettere o rallentare il campionamento.
È opportuno controllare:
- autorizzazione e prescrizioni applicabili;
- parametri e inquinanti da determinare;
- frequenza e durata previste per i controlli;
- caratteristiche del camino e della sezione di misura;
- posizione, numero e dimensioni dei bocchelli;
- accessibilità e condizioni della postazione;
- condizioni operative dell’impianto;
- funzionamento dei sistemi di abbattimento;
- disponibilità dei dati utili sul processo produttivo.
Particolare attenzione va riservata alla predisposizione dei punti di prelievo, perché eventuali criticità geometriche o logistiche possono rendere difficile ottenere un campione rappresentativo.
Su questo aspetto Chimicambiente ha predisposto un approfondimento tecnico dedicato ai tronchetti di prelievo per emissioni gassose convogliate, utile per verificare preventivamente la configurazione dei punti di campionamento.
Cosa cambia concretamente per le aziende?
La UNI ISO 15259:2025 richiama un principio fondamentale: la qualità del risultato non dipende soltanto dall’analisi eseguita dal laboratorio, ma anche da dove, come e in quali condizioni viene effettuata la misurazione.
Per l’azienda questo significa considerare la sezione di campionamento come una vera componente tecnica dell’impianto. Posizione dei bocchelli, geometria del condotto, accessibilità e condizioni di esercizio dovrebbero essere valutate già durante la progettazione, modifica o manutenzione dell’installazione.
Una corretta predisposizione a monte riduce il rischio di dover intervenire successivamente sul punto di misura e, soprattutto, permette di ottenere dati più rappresentativi e più solidi quando devono essere utilizzati per autocontrolli, verifiche autorizzative o valutazioni delle prestazioni emissive.
Dalla progettazione del punto di prelievo al risultato analitico
Una campagna di monitoraggio efficace nasce dall’integrazione tra conoscenza dell’impianto, corretta configurazione della sezione di misura, pianificazione e metodo analitico.
La UNI ISO 15259:2025 formalizza proprio questa visione complessiva.
Per questo, prima di programmare un autocontrollo, è utile verificare insieme al laboratorio non soltanto quali sostanze analizzare, ma anche dove, quando e in quali condizioni effettuare la misurazione.
Articolo redatto con la supervisione tecnica di Chimicambiente.
FAQ
Quando è entrata in vigore la UNI ISO 15259:2025?
È entrata in vigore in Italia il 27 marzo 2025.
La UNI ISO 15259:2025 riguarda solo i camini industriali?
Si applica principalmente alle misurazioni periodiche nei condotti dei gas di scarico degli impianti industriali. Alcuni aspetti relativi a pianificazione e reporting possono essere applicati anche alle emissioni diffuse e fuggitive.
Chi stabilisce l’obiettivo della misurazione?
Secondo la norma, l’obiettivo viene specificato dal cliente; il laboratorio identifica l’obiettivo e i requisiti regolatori associati all’inizio della pianificazione.
La UNI EN 15259:2008 è stata ritirata?
No. Al momento il catalogo UNI la indica ancora come in vigore, parallelamente alla UNI ISO 15259:2025.
